Ciao, sono Alessandro.

Ogni mese condivido uno spunto che nasce dal nostro lavoro sul campo: osservazioni raccolte durante interviste, riprese e dialoghi con le persone che ogni giorno tengono insieme processi e cultura aziendale.

Sono frammenti di realtà.

Servono a capire come si costruisce — o si disperde — un racconto d’impresa credibile, a partire da ciò che accade davvero.

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Le buone idee viaggiano meglio quando qualcuno le accompagna nel posto giusto.

Quest’anno abbiamo fatto cinquantuno (51!!!🔥🔥🔥🔥🔥) interviste!

Nei corridoi delle aziende, nei campi, nei depositi, nelle sale riunioni e mancavano solo le tettoie di carico. … Magari per la prossima volta.

In totale, (circa) quarantacinque ore di girato!!

Persone che raccontano come lavorano, perché lo fanno così, cosa cambierebbero, cosa invece si portano dietro da sempre.

Abbiamo registrato tutto per costruire micro e mini documentari, ma soprattutto per qualcosa che non si misura a minuti o visualizzazioni: per restituire patrimonio narrativo alle aziende che ci hanno aperto le porte.

Serve a ricordare chi si è, da dove si viene e dove si vuole andare.

E a tal proposito ti racconto la mia giornata di ieri.

Ieri infatti ero a Napoli.

Colazione lenta da Scaturchio (sfogliatelle alla frolla pazzesche!) con un amico, poi una breve camminata tra le facciate sbrecciate della via dei Presepi e infine siamo saliti su a Posillipo, ad ammirare un panorama mozzafiato dal Parco Virgiliano, dove si potevano scorgere Procida, Ischia e le altre isole e penisole. Il tutto avvolto da un sole maestoso!

In lontananza, i resti dell’ex Italsider: il più grande impianto siderurgico d’Europa, in attività dal 1905 al 1992.

Un contrasto che a guardarlo non può che lasciarti a bocca aperta.

Vedi infatti una distesa di rovine industriale, un cimitero dell’industria nazionale che ha lasciato ferro, polvere e domande. Oltre ad un progetto di bonifica (vedi Progetto Bagnoli) ancora in atto.

Panoramica del polo siderurgico di Bagnoli.

Ma è anche uno spunto prezioso per chi, come noi, lavora sul racconto d’impresa.

Per come la vedo io quando la narrazione non nasce da un intento chiaro — quando non è allineata, genuina, consapevole — non resta e non si sedimenta.

E/O peggio ancora: porta a compiere azioni e scempio che non riempiono di senso tutto il nostro operare e quello che resta è una traccia dannosa, da bonificare, che non aiuta a capire.

E così la memoria collettiva si sbriciola.

Raccontare bene significa assumersi una responsabilità: piantare semi che reggano il tempo.

Storymakers

Ovvero, lasciare qualcosa che serva, anche a chi verrà dopo.

Per questo, ogni progetto che abbiamo seguito quest’anno — che fosse un documentario interno, una serie per i canali ufficiali, una sessione di formazione, una nuova collaborazione — è nato con la stessa domanda:

Cosa merita di essere ricordato?

Che se una cosa vale, va messa a fuoco.

Il nostro lavoro come Storymakers è proprio questo: combattere la dispersione narrativa.

Come?

Costruendo coerenza nella parole e nelle azioni.

Per questo - a partire da gennaio - introdurremo anche un nuovo strumento di osservazione: lo stiamo chiamando SSI - Storytelling Strength Index™.

Serve a misurare l’impatto narrativo. Non in termini di performance, ma di struttura interna, di allineamento tra il dire ed il fare.

Proprio per capire se una narrazione aziendale ha la struttura per durare nel tempo e attraversare le trasformazioni naturali di un’impresa.

Ne parleremo presto in modo più esteso.

(Ma se vuoi testarlo in anteprima, puoi scriverci! Basta mandarci un messaggio con oggetto: SSI. Saremo lieti di raccontarti meglio questo nostro nuovo strumento di osservazione e misurazione, nato proprio per mappare la solidità del patrimonio narrativo di un’azienda e la sua capacità di generare continuità nel tempo.)

Noi ci risentiamo nel 2026.

Nel frattempo, grazie per aver seguito questi appunti dal campo.

Alcuni sono diventati documentari.

Altri, come questo, restano sulla pagina.

Ma tutti nascono da un’unica convinzione:

Raccontare è un dovere. Farlo bene è la nostra impresa.

Ti auguriamo buone feste e giorni pieni di senso, riposo e visione. 🎄

Alessandro Lucente
Direttore Creativo | Storymakers 

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