Novembre si è chiuso con una piccola grande soddisfazione:
“Insieme è possibile”, il documentario che abbiamo realizzato per Mulino Bianco, è stato selezionato e presentato al MADE Film Festival di Bergamo.
Film, imprese, filiere, persone: era il contesto perfetto, il luogo in cui le storie del lavoro reale trovano finalmente un pubblico che ascolta. Sul grande schermo, il grano, la cura, le mani, le voci degli agricoltori… tutto diventa più pieno, più vivo.
E te lo dico con sincerità: vedere una storia aziendale proiettata al cinema è un’emozione unica. Dovresti provarla almeno una volta.
È stato bello anche essere menzionati pubblicamente da Giovanni Zambonelli - Presidente della Camera di Commercio di Bergamo per la qualità del racconto.
Piccoli gesti che ricordano perché facciamo quello che facciamo.
Intanto, mentre un documentario viene proiettato, un altro nasce!
In questo mese siamo stati a Pedrignano, nella sede Barilla, per dare inizio al nostro nuovo mini documentario dedicato alla filiera sostenibile del grano duro.
Un viaggio che ci ha portati nelle campagne, nei mulini, nei reparti ricerca, negli uffici qualità, e nelle mani di chi fa e di chi studia.
Abbiamo infatto raccolto oltre 14 ore di interviste, con sedici persone. In ognuna cerchiamo la parte più vera: quella che non recita, che non segue lo slogan, quel momento in cui gli occhi cambiano luce. Quello scintillio che quando lo vedi, sai che sei nel posto giusto e al momento giusto!
E sai che hai una storia.
Abbiamo intervistato agricoltori, tecnici, molini, stoccatori e professori.
Persone che lavorano con il cuore, con il tempo, con la materia. Persone che quando si mettono a parlare del proprio mestiere, non “fanno un’intervista”: ti aprono un pezzo di mondo.
E anche solo tre frasi — se sono quelle giuste — bastano per raccontare una vita intera.
Molti ci chiedono perché continuiamo a raccontare filiere, mestieri, persone che spesso nessuno vede.
La risposta è semplice:
sono loro a creare il valore vero.
E sono loro che rischiano più di tutti la dispersione narrativa.
Ogni volta che raccontiamo un processo, un ingegnere, un agronomo, un tecnico, un ricercatore, stiamo facendo una cosa piccola ma precisa:
Stiamo restituendo senso.
Stiamo restituendo memoria.
Stiamo restituendo orgoglio.
E, a volte, scopri che in mezzo a un campo di grano può comparire, come un ricordo improvviso, la voce di Mina.
O di Vangelis.
O un impermeabile giallo degli anni ’80 con un cappuccio dal quale sbuca un visetto sbarazzino e colmo di gentilezza.
Il tutto orchestrato magistralmente da un fior fiore di Direttore Creativo: Gavino Sanna!
Piccoli frammenti di immaginario che abitano le nostre filiere più di quanto pensiamo.
Mi rendo conto che queste due esperienze - un festival da una parte, un set in fabbrica dall’altra - raccontano bene ciò che cerchiamo di fare in Storymakers: portare l’impresa dentro il linguaggio del cinema, senza forzarla mai.
Il pubblico, oggi più che mai, sente la differenza tra qualcosa che vuole “mostrare” e qualcosa che vuole raccontare.
E alla fine, le storie migliori non sono quelle che dicono “guardate quanto siamo bravi”, ma quelle che ti fanno dire: capisco perché questo ha valore!
Dare un senso al nostro operare.
Sembra poco.
Non lo è.
C’è sempre un filo da seguire, dentro ogni impresa.
Raccontare è un dovere. Farlo bene è la nostra impresa!
Alessandro Lucente
Direttore Creativo - Storymakers
