Ciao, sono Alessandro.
Ogni mese condivido uno spunto che nasce dal nostro lavoro sul campo: osservazioni raccolte durante interviste, riprese e dialoghi con le persone che ogni giorno tengono insieme processi e cultura aziendale.
Sono frammenti di realtà.
Servono a capire come si costruisce - o si disperde - un racconto d’impresa credibile, a partire da ciò che accade davvero.
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Se trovi utile ciò che segue, inoltralo a tre persone che potrebbero apprezzarlo. Le buone idee viaggiano meglio quando qualcuno le accompagna nel posto giusto!
Siamo al 13 gennaio 2026. Un nuovo anno, nuove strategie, nuovi obiettivi!
Ma prima di scegliere qualsiasi direzione, c’è una domanda che ogni azienda strutturata deve porsi con chiarezza:
Chi siamo davvero, e come facciamo a farlo capire fuori in modo unitario, autentico, memorabile?
Se questa risposta non è solida e coerente, il rischio è concreto:
il racconto si frammenta → le opzioni si moltiplicano → l’indecisione cresce → e alla fine si resta fermi, o si procede con troppa cautela.
Lo vediamo continuamente nelle imprese industriali e manifatturiere complesse: processi collaudati, competenze profonde, persone di valore, una storia di resilienza e innovazione.
Eppure, dall’esterno – buyer, partner strategici, investitori, talenti, istituzioni – si percepiscono solo pezzi isolati. Non l’immagine completa e potente che l’azienda meriterebbe.
Gartner lo conferma da anni: il 77% dei decisori B2B descrive i processi di valutazione come “complessi e frustranti”, non per mancanza di informazioni, ma per la difficoltà a mettere insieme messaggi frammentati, canali multipli e touchpoint disallineati.
Cosa significa questo nella pratica quotidiana?
Ogni nuova conversazione importante riparte quasi da zero: devi spiegare di nuovo chi siete, come lavorate, perché fidarvi
La fiducia si costruisce lentamente, a volte per mesi
La complessità che dentro è il vostro punto di forza, fuori diventa ostacolo: “troppo complicati”, “non si capisce cosa vi rende unici”
Opportunità che sfumano non perché il valore non esiste, ma perché non si consolida nella mente di chi decide
Frustrazione interna: sai quanto siete solidi, ma vedi che il racconto non lo trasmette con la forza che servirebbe
Non è un problema tattico di marketing. È un problema strategico: la dispersione narrativa nasconde il valore reale invece di farlo emergere.
La maggior parte delle aziende risponde aumentando la quantità di comunicazione: più post, più video brevi, più report, più iniziative.
Il risultato? Il problema non si risolve, anzi si aggrava.
Le aziende che invece fanno la differenza nel 2026 scelgono un approccio diverso: Danno struttura permanente al racconto.
Costruiscono un patrimonio narrativo durevole – un riferimento autentico e coerente che tiene insieme persone reali, processi reali, cultura aziendale, storia di trasformazioni.
Un asset utilizzabile per anni, nelle presentazioni istituzionali, nelle relazioni con stakeholder, nel rafforzamento della reputazione.
È in questo spazio che il formato documentaristico industriale dimostra il suo valore unico: non è promozione episodica, ma un’immersione profonda nell’azienda per ascoltare, osservare, studiare e restituire una narrazione solida, riconosciuta internamente ed esterna. Un documento che dura nel tempo, riduce la dispersione e rende finalmente leggibile ciò che già fate ogni giorno.
In Storymakers lavoriamo esattamente su questo livello, da anni, per aziende come la tua:
produzione di documentari industriali che diventano patrimoni narrativi permanenti
analisi del potenziale narrativo con lo Storytelling Strength Index™ (SSI)
supporto alla comunicazione corporate ad alto valore, focalizzato su asset durevoli e strategici
Abbiamo appena pubblicato un video breve (meno di 3 minuti) che va dritto al cuore della questione:
Perché la dispersione narrativa è diventata un problema strategico nel 2026
Quanto costa in termini di indecisione e percezione debole
Come la affrontiamo sul campo con approccio documentaristico autentico
👇 Guarda il video qui – se non ti cattura nei primi 30 secondi, chiudi pure. Ma se senti che parla esattamente del tuo contesto, è il segnale giusto:
Se dopo il video riconosci il problema (“Abbiamo basi solide, ma fuori non appare così chiaro e unitario”), fai il passo successivo più semplice e concreto.
Compila in pochi minuti il nostro Storytelling Strength Index™ (SSI) gratuito: 19 domande chiave per valutare quanto il vostro modo di lavorare è oggi compreso, riconosciuto, ricordato e fidato dall’esterno. Il nostro team analizza le risposte e ti restituisce una valutazione strutturata con insight precisi – zero impegno, zero vendita.
È il modo più rapido per passare dalla sensazione vaga di “qualcosa non torna” a una diagnosi chiara del vostro potenziale narrativo attuale.
Raccontare è un dovere.
Farlo bene è la nostra impresa!
A presto!

Alessandro Lucente
Direttore Creativo | Storymakers
PS: Molte aziende entrano nel 2026 con piani ambiziosi… ma se il racconto resta disperso, quei piani restano sulla carta. Pochi scelgono di strutturare la narrazione una volta per tutte - e accelerano fiducia, reputazione, opportunità. Il primo passo è capire dove siete oggi: l’SSI gratuito ti dà esattamente questa chiarezza in pochi minuti.
PPS: Il video contestualizza il problema. L’SSI lo quantifica per la tua azienda. Falli uno dopo l’altro: in pochi minuti avrai una valutazione chiara del tuo potenziale narrativo attuale!
Fonti:
Gartner – The B2B Buying Journey (statistica 77% dei buyer B2B che descrivono il processo di acquisto come molto complesso o difficile, spesso legato a frammentazione e overload informativo):
PwC – Global Consumer Insights Survey (dati su trust, transparency e percezione di credibilità superiore per brand che mostrano processi reali e valori autentici, con enfasi su come la trasparenza rafforzi la fiducia rispetto alla promozione pura):
